Un lungo passato per un futuro immediato

Il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità  della Regione Piemonte, si pone l’obiettivo di garantire la salvaguardia delle aree naturali presenti sul territorio regionale e la tutela della biodiversità  nel rispetto delle convenzioni internazionali e delle normative europee.

Le radici sono profonde e le scadenze ormai imminenti. A Rio de Janeiro nel 1992 è stata predisposta la Convenzione sulla biodiversità  (Global Biodiversity Strategy) che impegna le Nazioni di tutto il mondo affinché la strategia di intervento riguardi l’intero pianeta, in quanto coinvolto nel proprio insieme in questi mutamenti non controllabili esclusivamente a livello locale.

I Capi di Governo si sono impegnati a ‘raggiungere entro il 2010 una riduzione significativa dell’attuale tasso di perdita della biodiversità ’. Tale bilancio sarà  presentato al World Summit sullo Sviluppo Sostenibile Countdown 2010, con lo scopo verificare in che modo tutti i Governi, ad ogni livello, abbiano assunto le misure necessarie per bloccare il processo di depauperamento risorse primarie.

l’Italia ha ratificato la Convenzione sulla Biodiversità  con la legge 124/1994. La Regione Piemonte nel giugno 2009, varando il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità , oltre ad adeguarsi a quanto richiesto dalle normative comunitarie conferma la spiccata sensibilità  ambientale da sempre dimostrata nel panorama legislativo regionale italiano.

Il Piemonte, annovera un ampio patrimonio paesaggistico e naturalistico, che racchiude 63 aree protette per una superficie di 160.000 ettari pari al 7% del territorio regionale, comprendente 274 Comuni piemontesi che grazie al nuovo Testo unico oggi saranno direttamente coinvolti all’interno di una pianificazione partecipata nella diretta gestione dei territori di pregio ambientale.

Il sistema delle aree protette piemontesi nasce alla metà  degli anni Settanta, grazie al Testo unico si procede ad una sostanziale riforma del sistema normativo dando una spinta propulsiva alla politica della tutele delle aree protette, attraverso una sua revisione completa che giuridicamente sancisce il sistema della rete ecologica.

Sintetizzato per azioni nei suoi ‘paesaggi ecologici caratterizzanti’, il Testo unico presenta elementi distintivi ed innovativi, quali:

a. la realizzazione della rete ecologica attraverso l’integrazione e la regolamentazione dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e delle ZPS (Zone di Protezione Speciale), che sono complementari e differenti rispetto al precedente sistema delle aree naturali protette, attuando così le direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”. All’interno della realizzazione della rete ecologica è immaginata l’articolazione delle maglie delle aree contigue interconnesse ai corridoi ecologici, quest’ultimi per la prima volta con dignità  giuridico-progettuale (articolo 6)[1];

b. il coordinamento con le politiche urbanistiche e territoriali ed il coinvolgimento diretto delle Province, dei Comuni e delle Comunità  Montane quali soggetti primari e abilitati per la identificazione e gestione, (articolo 1 comma d)[2];

c. la ridefinizione del sistema delle aree protette è previsto un raggruppamento di enti per la gestione delle aree esistenti, sulla base di ambiti omogenei per circoscrizione geografica e peculiarità  comuni, quali il sistema delle Alpi Cozie, del Po e dei i Sacri Monti. L’evidenza della maggiore funzionalità  organizzativa è dimostrata dal valore aggiunto alla già  nota singolarità  dei Sacri Monti, come insieme testimoniale di luoghi della memoria religiosa, artistica e architettonica. Avere un unico ente di gestione significa intensificare la loro competitività  e rappresentativa mondiale, evidenziata dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale da parte dell’UNESCO;

d. la promozione dei parchi interregionali, mediante collaborazioni interregionali, consolidando un’esperienza saltuaria, ma già  da tempo praticata in alcune realtà  regionali su iniziativa spontanea;

e. uno strumento legislativo unico per l’ampliamento della rete e per la semplificazione della procedura legislativa attraverso l’abrogazione di circa 150 decreti istitutivi, che faciliti e coordini l’intero sistema naturale istituito ed istituendo.

Il Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità  dà  consapevolezza al valore appartenente della diversità  biologica e alle relative componenti ecologiche, rafforzando una sempre maggiore comprensione del sistema ambientale nella sua interezza, in grado di afferrarne sia gli aspetti strutturali-naturali, sia quelli politico-funzionali, da cui far derivare le attività  di conservazione ed uso sostenibile del patrimonio naturale, tenendo conto sia dello stato degli ecosistemi e delle loro variazioni, sia delle politiche, dei piani e dei programmi settoriali e intersettoriali che governano il processo di gestione territoriale.


[1] Articolo 6.

(Aree contigue)

1. La Regione, d’intesa con i soggetti gestori delle aree protette, con deliberazione del Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale, delimita aree contigue finalizzate a garantire una adeguata tutela ambientale ai confini delle aree protette medesime e per le quali predispone idonei piani e programmi, da redigere d’intesa con gli Enti locali interessati e con i soggetti gestori, per la gestione della caccia e della pesca, delle attività  estrattive e per la tutela dell’ambiente.

2. All’interno delle aree contigue, ai sensi dell’articolo 32, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) la Regione può disciplinare l’esercizio della caccia sotto forma di caccia controllata, riservata ai soli residenti dei Comuni dell’area protetta e dell’area contigua.

[2] Articolo 1.

(Principi generali e ambito di applicazione)

1. La Regione riconosce l’importanza prioritaria dell’ambiente naturale in quanto valore universale attuale e per le generazioni future e definisce con la presente legge le modalità  per la conservazione della biodiversità  e per la gestione di territori tutelati a norma di legge o con provvedimento amministrativo facenti parte della Rete Ecologica Regionale.

2. La Regione garantisce la partecipazione attiva delle comunità  locali ai processi di pianificazione e di gestione sostenibile delle aree protette e ne valuta le proposte, le istanze e le progettualità  in rapporto alla finalità  generale di cui al comma 1.

3. In attuazione dei principi indicati ai commi 1 e 2 il presente testo unico:

a) istituisce la Rete Ecologica Regionale;

b) istituisce la Carta della Natura regionale;

c) individua il sistema regionale delle aree protette istituendo e classificando le diverse aree in relazione alle differenti tipologie e finalità  di tutela;

d) individua le modalità  di gestione delle aree di cui alla lettera c) trasferendo le competenze gestionali di talune di esse alle Province e ai Comuni;

e) delega la gestione delle aree incluse nella rete Natura 2000 ad Enti territoriali e ad Enti strumentali;

f) determina le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione delle previsioni normative stabilite nella presente legge e le modalità  di trasferimento ai soggetti gestori.

By | 2011-07-28T16:23:49+00:00 luglio 28th, 2011|NOTIZIARIO 2011, Uncategorized|0 Comments

About the Author: