ARCHIVIO OSVALDO PIACENTINI

ARCHIVIO OSVALDO PIACENTINI

L’attività professionale 2017-11-23T15:49:56+00:00

L’attività  Professionale

L’attività  professionale dell’architetto Osvaldo Piacentini si svolge all’interno della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia. Nel novembre del 1947 a Reggio Emilia Silvano Gasparini, Aldo Ligabue, Antonio Pastorini, Pasquale Pattacini, Osvaldo Piacentini, Athos Porta, Eugenio Salvarani, Franco Valli danno vita allo “Studio Cooperativo di progettazione civile”. Alla fine del 1949, dopo la laurea di Valli e Piacentini, inizia la vera attività  professionale, che Valli definisce “il periodo eroico” per l’entusiasmo e i risultati ottenuti pur nella scarsità  di risorse dei soci. Sono di questo periodo un’indagine preliminare al PRG di Reggio Emilia sul problema delle abitazioni, la partecipazione ad alcune ricerche dirette da Albini per il piano AR di Milano, nonché la collaborazione con Marescotti e Diotallevi per la pubblicazione Il problema sociale, costruttivo ed economico della abitazione. Il 4 gennaio 1952 si costituisce la Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia; dopo i primi assestamenti iniziali, i soci presenti e attivi nella società  sono: Ennio Barbieri, Silvano Gasparini, Aldo Ligabue, Antonio Pastorini, Osvaldo Piacentini, Athos Porta, Eugenio Salvarani, Antonio Rossi, Franco Valli.

“L’urbanistica non è un problema a sé, ma uno dei tanti aspetti dell’unico vero problema che è la vita dell’uomo. Da allora ci siamo convinti che non è possibile affrontare frammentariamente la soluzione di un problema particolare, se simultaneamente non si cerca anche la soluzione di tutti gli altri.”  O.Piacentini, E.Salvarani (1947)

Questo gruppo di giovani professionisti vede nella cooperazione una forma di lavoro basata sul reciproco confronto e sulla solidarietà  prima che sui rapporti economici, e la possibilità , attraverso una vera e propria “scuola” nei confronti dei più giovani, di realizzare una struttura disciplinare che superi nei limiti temporali e dimensionali le possibilità  del singolo individuo. La Cooperativa Architetti riceve nel 1961 il premio INARCH per l’unità  di abitazione “Nebbiara” (il Villaggio Architetti) e nel 1961 il premio della Provincia di Reggio Emilia per le arti figurative e per l’architettura per l’anno 1960. Da allora la Cooperativa, con decine di nuovi soci e collaboratori, ha svolto un’intensa attività : Nell’ambito della progettazione edilizia l’attenzione è stata sempre rivolta essenzialmente agli edifici di interesse pubblico (scuole, ospedali, uffici, mercati, quartieri per la residenza) sia in Italia che all’estero, agli edifici per l’industria, alla progettazione di opere infrastrutturali, alla programmazione operativa dei lavori.

I soci nel 1961: da sinistra P.Voltolini, S.Gasparini, F.Valli, O.Piacentini, I.Borrini, A.Rossi, A.Ligabue, E.Grasselli, C.Cattani, Q.Prodi, (E.Barbieri)

Del settore urbanistico, nato nei primi anni ‘60 in forza della consapevolezza della fondamentale importanza della pianificazione urbanistica nella amministrazione della città , Osvaldo Piacentini è stato il responsabile e l’elemento propulsore per quasi 25 anni. Una sessantina di piani regolatori, a volte in collaborazione con altri professionisti, fra cui quelli delle città  di Reggio Emilia, Modena, Parma, Rimini; piani di sviluppo di Comunità  montane, piani comprensoriali in Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Lombardia, Piemonte, piani territoriali a scala regionale o nazionale, piani per la viabilità  e i trasporti, progetti di ricerca su normative, metodologie, studi ed analisi demografiche.

“La prima considerazione che voglio fare è sulla nascita della Cooperativa, nascita certamente legata alla città . Solo a Reggio una esperienza del genere poteva nascere e consolidarsi. Era il 1947 e fu solo 25 anni dopo, negli anni ‘70, che in Italia, in diversa situazione storica, si formarono altri gruppi simili. Bisogna considerare che, cinquant’anni fa, l’idea di ricercare sinergie nella collaborazione intellettuale, nell’interprofessionalità , nelle specializzazioni era assolutamente rivoluzionaria.” Franco Valli (2000)

Negli anni dal 1975 al 1985 gli interessi della sezione Urbanistica della Cooperativa si spostano agli studi sul territorio come “risorsa finita”, alla pianificazione territoriale a scala allargata, ai piani di sviluppo, ai grandi piani di infrastrutture. L’ultimo progetto di questo tipo che ha dato ad Osvaldo grande soddisfazione è stato nel 1983-1984 il concorso internazionale per la ristrutturazione del nodo ferroviario bolognese e per la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Bologna. Al concorso parteciparono circa 800 tecnici raggruppati in circa 110 gruppi, provenienti da tutti i paesi d’Europa. Il gruppo guidato da Osvaldo, costituito da tecnici della cooperativa e da alcuni professionisti esterni, fu incluso fra i cinque progetti vincitori ed ammesso al concorso di 2°grado. Oggi la Cooperativa Architetti, nelle due sezioni distinte di Architettura ed Urbanistica, dà  lavoro ad una cinquantina di tecnici.

“Tu credi che il Villaggio di Nebbiara sia venuto così per la nostra preparazione architettonica o per la nostra cultura? Sono sempre più convinto che sia così per il desiderio di pace che anima tutti noi.”                    O.Piacentini, lettera alla moglie Liliana (1960)