Sarzana

Quattro sono le linee strategiche, che guidano questa amministrazione nel governo del proprio territorio linee che esprimono orientamenti e scelte legate ad altrettante distinzioni tematiche, e che ritroviamo compiutamente sviluppate nel progetti di riqualificazione urbana che interessa una periferia della Città : * il territorio e le sue risorse, * i diritti individuali e collettivi, * la componente umana, * l’identità  urbana. I criteri-chiave che interessano trasversalmente le strategie e che possono essere considerati obiettivi, rinviano alle questioni della integrazione e della innovazione, ed a valori fondamentali come il dialogo, la qualità , la responsabilità , e all’elemento cruciale dello sviluppo della città . Il territorio deve vedere come riferimenti prioritari la “deframmentazione” e la ricucitura del tessuto urbano (attraverso scelte di riuso, riconversione, riqualificazione dei suoli), il recupero di connettività  (superando un gap di accessibilità  e di mobilità  alla scala urbana, ed a quella di”area vasta”). La qualità , quindi, come opzione di fondo, la qualità , potremmo dire, come occasione di miglioramento del quadro complessivo dei servizi, delle prestazioni, delle utilità  per i cittadini e per le imprese. In coerenza con questi principi base della pianificazione ci siamo mossi per quanto riguarda i maggiori interventi a scala urbana e territoriale che sono in fase di avvio, insieme ad altri di minori dimensioni: innanzitutto la ristrutturazione del comparto che interessa le aree del vecchio mercato e della stazione ferroviaria. Sarzana è rimasta orgogliosamente chiusa in sè stessa, intatta e isolata nel cuore della val di Magra, per oltre novecento anni, fino a quando le mura non hanno più avuto una funzione difensiva e nuove necessità , legate alla “rivoluzione” sociale e industriale, hanno prodotto le prime espansioni esterne. Da allora ci sono stati errori e occasioni mancate. La ferrovia ha causato una frattura mai sostanzialmente ricomposta tra la città  antica e il suo intorno, le parti difensive della città  storica sono state in larga parte sofocate, e le addizioni residenziali e produttive, progressivamente stratificatesi in particolar modo dal dopoguerra a tutti gli anni ottanta, costituiscono un tessuto difuso di non altissima qualità . La periferia senza segnali di buona architettura è diventata una sorta di “opposto” del cuore della città , e costituisce una realtà  di funzioni con poco splendore, senza vitalità  e colore, con generale assenza di qualità , carenza di alcuni servizi e in alcuni casi afflitta da degrado. A questo punto importo poco “chi l’ha fatto” ma qual’è il progetto per il futuro. Come ripartire. Con che disegno. L’incontro con Mario Botta ed i suoi collaboratori è stato cercato e voluto nella consapevolezza del valore assoluto dell’opera progettuale (universalmente riconosciuto!), e della estrema attenzione che l’architetto pone nell’inserire le sue opere nel contesto urbano che le accoglie. Con lui si è discusso della rinascita di una vasta area chiave della nostra città : architetture di qualità  come “segni” importanti e duraturi del nostro tempo, ricucitura di settori e di servizi tra loro oggi slegati e disarmonici, spazi per la cultura ed i giovani, infrastrutture di supporto e collegamenti veicolari e pedonali razionali ed esteticamente gradevoli. A lui è stato chiesto di progettare una nuova e vitale dimensione urbana delle aree prossime al centro storico, lontane oggi da un dignitoso disegno urbano. Ricucire le parti di città  che oggi non dialogano tra loro, saldare il settore della stazione, del terminal degli autobus e della futura Metropolitana di superficie (le “life lines” decisive per il nostro sviluppo) al centro storico, fare del “solco ferroviario” un’occasione di unione e di rilancio, sono le idee base di un progetto che appare comunque decisivo per le sorti future di Sarzana. L’obiettivo è quello di ridare nuova centralità  e vivibilità  alle aree periferiche interessate, anche attraverso una nuova qualità  edilizia e architettonica degli interventi. In questo programma assume particolare rilevanza la nuova struttura prevista nell’area del vecchio mercato ortofrutticolo, destinata ad iniziative culturali e sportive, con l’intento di mantenere le attuali funzioni integrate ed anzi esaltarle in un rinnovato contesto architettonico e urbano. Le città  sono note e vengono apprezzate generalmente per ciò che possiedono di eccezionale, magari addirittura di unico. Le amministrazioni locali tendono a far conoscere e sviluppare ciò che è particolarmente qualificato e importante, che dà  peculiare significato e valore. Questo è abitualmente concentrato nel cuore della città , vogliamo che i “segni” di un maestro del nostro tempo come Botta, rendano unica e memorabile anche la nostra periferia.

2008-09-03T16:53:16+00:00