Chieri

Ogni tanto accade che l’impatto sulla vita locale faccia percepire meglio i termini di una questione che fino a quel momento sembrava interessare più che altro il sistema generale. Devo dire che fino a qualche anno fa il tema dell’utilità  delle Province mi sembrava posto in modo un po’ demagogico: se è vero, infatti, che la loro soppressione comporterebbe un risparmio, altrettanto vero è che il vuoto che si creerebbe fra i singoli Comuni e la Regione dovrebbe essere colmato con organismi di coordinamento probabilmente di pari costo. Demagogico e schizofrenico, visto che la messa all’ordine del giorno della soppressione delle Province è contemporanea all’istituzione di Province nuove. Demagogico ed improvvisato, visto che dopo l’accantonamento dell’ipotesi di istituire i Comprensori, si è lasciato proliferare di tutto (Comunità  Montane e Unioni Collinari), senza per altro che si intravedesse qualcosa di veramente vicino ai Comuni che hanno la necessità  di pianificare e di gestire servizi su territori omogenei dimensionati secondo logiche di sostenibilità . Poiché la speranza di un provvedimento dall’alto che tarda a venire e che, in ogni caso, avrà  tempi di attuazione lunghi, mi sembra legittimo che dal basso si proceda ad esplorare vie nuove. E’ in base a questo principio che accostandoci al concetto di pianificazione strategica abbiamo puntato su un area territoriale dai confini amministrativi diversi da quelli imposti dalla suddivisione per Province. Ci troviamo a Sud/Est del Capoluogo regionale piemontese in quell’area non molto vasta che, fin dal Medioevo, ha in Chieri il suo centro principale. E’ una zona che le colline di Torino hanno impedito che vivesse l’espansione urbana della grande città , una zona che, pertanto, ha potuto continuare a godere di un contesto ambientale fortemente connotato dalla persistenza della campagna. Qui, la pur visibile trasformazione ambientale non ha modificato che in parte il sistema delle relazioni intercomunali tradizionali mantenendo inalterata l’attrattività  degli storici poli funzionali di riferimento. A parte la fascia più occidentale del territorio attratta dal sistema industriale e commerciale di Moncalieri, infatti, è a Chieri che gran parte della popolazione fa riferimento per l’Ospedale e per le Scuole Superiori, anche quella dei Comuni (Castelnuovo Don Bosco, Bottigliera, Villanova) che fanno parte della Provincia di Asti. E’ la Geografica (e quindi la Storia) che lega i Comuni di questo lembo di Piemonte, al di là  della volontà  delle singole Amministrazioni, al di là  delle competenze delle due Province. Era nell’ordine delle cose che un’Agenda Strategica (elaborata in collaborazione con la società  Caire) nascesse con questi presupposti territoriali; ed è a quell’ambito territoriale che, dopo la parentesi del Programma Territoriale Integrato che doveva essere redatto tenendo conto dei confini provinciali, siamo ritornati. Nel panorama delle Province che pervicacemente si arroccano nella difesa acritica dell’esistente mi è sembrata un’apertura

intelligente quella delle Province di Torino e di Asti che non si sono sentite messe in discussione ma hanno interpretato il loro ruolo in modo dinamico, accompagnando i Comuni nella ricerca dell’assetto programmatorio più utile. Penso che sia arrivata l’ora che i Comuni entrino nel dibattito sugli Enti sovracomunali uscendo dal ruolo di spettatori e di tifosi (Province sì, Province no) e inizino ad ipotizzare soluzioni che rispondano alle esigenze più vere e tenendo nella massima considerazione la sostenibilità  organizzativa e finanziaria. Certo, qui siamo stati aiutati dall’insorgere di una prospettiva unificante, quella della realizzazione di una grande opera infrastrutturale come la Tangenziale Est di Torino; un’ipotesi che ha reso molto concreti i temi della salvaguardia ambientale e dello sviluppo, temi che hanno un senso solo se posti per territori ampi. D’altra parte è solo sui problemi correnti che il dibattito acquista un senso e la teoria cessa di essere una sterile esercitazione concettuale.

2008-09-03T16:50:53+00:00