Premessa breve. Quando, prima delle ferie, il responsabile del Notiziario mi ha chiesto: ‘Sei in grado di indicare le domande essenziali da rivolgere a un sindaco (ai sindaci) di una città ?’, dentro di me ho pensato: ‘Eh, che sarà mai!’ e ho risposto, implicitamente accettando: ‘Figurati. Gli argomenti non mancano.’ Poi mi sono morso la lingua, accidenti alla mia precipitazione. Il compito non è facile, tante e tali sono le variabili di contesto di cui tener conto nell’abbozzare uno schema di conversazione; tanti e tali i compiti di un sindaco, in proporzione ai mezzi di cui dispone; tanti e tali gli specialismi da padroneggiare. Solo l’autodisciplina, per quanto ormai traballante, mi ha aiutato a respingere la tentazione della rinuncia (‘Rinuncia, rinuncia!’ risponde ridendo la guardia kafkiana all’uomo incerto sulla via da seguire ).
Mi conforta il pensiero che questo approssimativo tentativo possa costituire una base su cui si innestino i contributi migliorativi di altri lettori, che â non importa se mossi da pietà o da irritazione â vorranno intervenire per irrobustirla e modificarla dove necessario….
continua…… nel prossimo numero