Un patto per il paesaggio del Piemonte

I diversi tipi di Osservatorio del Paesaggio in Italia

In Italia ci sono attualmente diversi tipi di osservatorio del paesaggio e, per semplificare, vorrei definire bottom-up quelli che sono espressione della società  civile e top-down quelli che sono invece istituiti dalla Pubblica Amministrazione.

Il testo che segue vuole descrivere l’esperienza della rete degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte e inquadrare brevemente la situazione per quanto riguarda gli osservatori istituzionali a livello nazionale e regionale. Altre esperienze di osservatori bottom-up al di fuori del Piemonte non sono oggetto di questo testo.

Gli Osservatori del Paesaggio del Piemonte: la Convenzione Europea come comune denominatore e le loro funzioni

La maggioranza degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte appartiene alla categoria degli osservatori bottom-up. Questo significa che sono espressione della società  civile e che sono organizzazioni no-profit. Questo tipo di osservatori del paesaggio svolge la propria azione nella sfera della sensibilizzazione finalizzata ai temi del paesaggio e delle sue trasformazioni.

Gli Osservatori del Paesaggio del Piemonte condividono parecchie caratteristiche di base per esempio il fatto di essere, tranne i casi dell’Osservatorio del Parco del Po e della Collina Torinese, nati spontaneamente al di fuori delle istituzioni; ma anche di essere stati istituiti, tranne il caso dell’Osservatorio Beni Culturali e Ambientali del Biellese, dopo la firma della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000).

La differenza, dal punto di vista della natura giuridica degli organismi, è stata invece mantenuta e superata attraverso la decisione di fondare la propria azione nei principi della Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), che è diventata il ‘denominatore comune’ e che come tale è stata inserita in premessa al Protocollo d’Intesa, firmato dagli Osservatori il 2 luglio 2009.

La diversa natura giuridica degli Osservatori richiede inoltre una efficiente e costante volontà  di trovare un linguaggio comune, per sollecitare e incoraggiare la comunicazione tra gli abitanti, gli esperti e la Pubblica Amministrazione. In questo contesto, gli Osservatori del Paesaggio possono essere considerati come una cinghia di trasmissione che passa informazioni, percezioni e proposte ai vari snodi della catena. Negli ultimi dieci anni gli Osservatori del Paesaggio del Piemonte si sono principalmente impegnati in iniziative che possono essere riassunte come segue:

*          partecipazione e organizzazione di seminari e incontri;

*          organizzazione di escursioni ed esplorazioni guidate di vario tipo;

*   iniziative editoriali e divulgative;

*   campagne di sensibilizzazione a vario livello dirette sia alle scuole, sia al pubblico in generale;

*   sviluppo di progetti per migliorare l’integrazione tra sapere comune e sapere esperto;

*   formazione e consulenza anche verso la Pubblica Amministrazione;

*   cooperazione a livello nazionale e interna-zionale con organizzazioni similari: la rete degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte è tra i soci fondatori dell’organismo europeo CivilScape, rete internazionale di ONG che lavora per l’applcazione della Covenzione Europea.

Tra le altre iniziative si citano inoltre il Progetto Paesaggio Biellese, promosso dalla Provincia e dal Comune di Biella su stimolo dell’Osservatorio Beni Culturali e Ambientali del Biellese, ma anche la partecipazione alla Giornata Nazionale del Paesaggio, che viene promossa ogni anno dalla rete Mondi Locali.

La griglia Stato-Pressione-Risposte: uno strumento per interrogare il paesaggio

Nello sforzo di incoraggiare la comunicazione tra gli abitanti, gli esperti e la Pubblica Amministrazione, gli Osservatori in collaborazione con Ires Piemonte hanno sviluppato, nel 2008-2009, la griglia Stato-Pressione-Risposte (SPR). Si tratta di uno strumento metodologico per raccogliere indicatori qualitativi sul paesaggio sulla base della CEP. La griglia che gli Osservatori dovranno compilare annualmente, potrà  fornire al Settore Pianificazione Territoriale della Regione, una serie di indicatori qualitativi che non sarebbero altrimenti disponibili attraverso gli strumenti di indagine quantitativa della Pubblica Amministrazione.

L’idea di un Forum del Paesaggio

Secondo gli articoli 5 e 6 della CEP, per accogliere in modo costruttivo la partecipazione degli abitanti, si costituiscono le assemblee pubbliche per il paesaggio, dal cui lavoro emergono idee e contributi per l’individuazione degli obiettivi di qualità  paesaggistica; idee e contributi che devono poi essere acquisiti e implementati dalla Pubblica Amministrazione. Al momento in Italia mancano gli strumenti operativi perché questo avvenga e ciò può rallentare l’applicazione della Convenzione nel nostro Paese. Per affrontare questo specifico problema, la rete degli Osservatori del Piemonte ha contribuito all’idea di sviluppare un Forum del Paesaggio tra gli attori locali, gli esperti e la Pubblica Amministrazione: l’obiettivo del Forum sarebbe quello di discutere e trovare soluzioni pratiche che consentano alla struttura normativa-attuativa della Pubblica Amministrazione di assumere e rendere efficace ciò che viene prodotto dalle assemblee locali per il paesaggio.

Il 2009: un anno cruciale per gli Osservatori del Paesaggio

L’articolo 133 del Decreto Legislativo 42 (Codice dei Beni Culturali) prevedeva nel 2004 che fossero istituiti un osservatorio nazionale e osservatori istituzionali nelle 20 regioni italiane.

A questo proposito il 2009 ha segnato una fase di svolta perchè il Ministero competente ha istituito l’Osservatorio Nazionale sulla Qualità  del Paesaggio mentre, per quanto riguarda gli Osservatori Regionali, la situazione, che emerge da una ricerca del Politecnico e dell’Università  di Torino1, risulta essere la seguente:

*   esistono Osservatori Regionali nati dall’articolo 133 del Codice di Beni Culturali in Abruzzo, Calabria e Sardegna mentre altre Regioni (Toscana, Emilia Romagna e Marche) hanno già  disegni di legge in proposito;

*   esistono inoltre Osservatori Regionali che non sono nati dall’articolo 133 del Codice dei Beni Culturali in Puglia ed Emilia Romagna.

Essendo quindi l’istituzione degli Osservatori Regionali di fatto avviata in 8 Regioni su 20, possiamo dire che finalmente la discussione attorno alla natura e alle funzioni degli osservatori top-down sia iniziata e si stia animatamente sviluppando tra gli esperti. Al contrario invece va sottolineato che, quanto si parla di osservatori bottom-up, ci si riferisce a organismi che già  esistono, che hanno in alcuni casi, esperienza decennale che può essere analizzata.

Tra gli argomenti emersi a maggio al convegno organizzato a Venezia dall’IUAV2, vogliamo qui dare evidenza a due istanze:

* alcuni hanno suggerito che il ruolo degli Osservatori Regionali debba essere subordinato alle funzioni di pianificazione della Pubblica Amministrazione;

* alcuni ritengono che sia giusto attribuire a questi organismi un ruolo più innovativo e pregnante.

In particolare vorrei sottolineare due punti di vista:

1.   A. Magnaghi ha suggerito che gli Osservatori Regionali (top-down) e quelli Locali (bottom-up) possano diventare anelli della stessa catena per conservare la capacità  degli organismi locali di canalizzare la partecipazione delle comunità  locali;

2.   M. Morisi ha sottolineato, in un contesto dove i meccanismi della Pubblica Amministrazione sono rigidi mentre i processi del paesaggio sono dinamici che la funzione di monitoraggio svolta dagli osservatori è di grande importanza. La flessibilità  che caratterizza questi organismi, posti a raccordo tra gli abitanti e la Pubblica Amministrazione, può essere facilmente finalizzata al controllo e alla ‘captazione’ delle trasformazioni in atto nel paesaggio. La loro funzione principale dovrebbe essere quindi quella di riferire periodicamente circa le trasformazioni, ma anche di attivare processi partecipativi e fornire informazioni di alta qualità  e in ‘presa diretta’.

Anche per la rete degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte, il 2009 è stato un anno importante: in primavera la rete è stata invitata dal Settore Pianificazione Territoriale della Regione Piemonte a un incontro seminariale con l’assessore Sergio Conti e la dirigente del Settore Mariella Olivier. In questo incontro è emerso l’interesse della Regione a rafforzare la collaborazione con la rete degli Osservatori; nel seminario si è inoltre discusso il potenziale della griglia Stato-Pressione-Risposte.

Dal 27 al 30 maggio, inoltre, l’esperienza della rete Piemontese è stata presentata al convegno internazionale di Nove Hrady (Repubblica Ceca) sull’applicazione della CEP.

Il 2 luglio 2009, a Villadeati (Alessandria) i sette Osservatori che costituiscono la rete hanno firmato un protocollo d’intesa che rafforza e sottolinea il legame tra l’azione degli Osservatori e i principi della Convenzione Europea del Paesaggio.

La firma del protocollo ha ufficializzato un lavoro di coordinamento nato spontaneamente tra gli Osservatori a partire dal 2006.

Conclusioni

I fattori che premono sul paesaggio sono molteplici e si tratta di pressioni di tipo naturale ma, anche di tipo sociale. Proprio in questi giorni a Malmà¶, in Svezia, si svolge un seminario internazionale sulle forze (eventi naturali, fenomeni sociali, scelte politiche) che costantemente influenzano il paesaggio e con le quali l’applicazione della CEP deve confrontarsi.

In Italia fattori come la crisi economica o eventi naturali di grande portata (per esempio il terremoto in Abruzzo o la recente alluvione di Messina) rischiano di trasformare ancora una volta il paesaggio in vittima sacrificale di fronte alle necessità  dello sviluppo.

Questo rischio dovrebbe incoraggiarci ad accelerare la definizione di funzioni e la costituzione di organismi che possano monitorare le pressioni e le trasformazioni in atto nel paesaggio. La rete di osservatori bottom-up e quella di osservatori istituzionali che sta nascendo, possono essere uno strumento importante per affrontare queste sfide.

Note

1    ‘Gli Osservatori del Paesaggio: primi risultati di un’indagine in Europa e in Italia’ di Attilia Peano, Claudia Cassatella, Angioletta Voghera, Luigi La Riccia – CEP-PPN Dipartimento Interateneo del Politecnico e dell’Università  di Torino con il contributo della Fondazione CRT Torino, della Regione Piemonte Direzione Programmazione Strategica Politiche Territoriali ed Edilizia del Settore Pianificazione Paesistica e l’adesione di RECEP-ENELC. La ricerca è stata presenta il 7 e l’8 maggio 2009 al convegno sugli osservatori del paesaggio organizzato a Venezia dall’IUAV.

2    ‘Gli Osservatori del Paesaggio. Approcci, problemi, esperienze a confronto in Italia e in Europa’, Venezia 7-8 maggio 2009, Università  IUAV

di Venezia.