Il Paesaggio tra valore culturale e disponibilità a pagare

Il Paesaggio tra valore culturale e disponibilità a pagare2018-07-27T16:53:29+00:00

Presentazione Notiziario “tra il dire e il fare” N.16

TORINO 29 giugno 2018 – “Etica per la Città”  di Giampiero Lupatelli 

Presentazione Notiziario “tra il dire e il fare” N.162018-06-29T10:44:39+00:00

Premio Ugo Baldini

A breve saranno esposti il nome del vincitore del Premio e di tutti i finalisti, e le rispettive tesi.

Premio Ugo Baldini2018-05-28T14:38:24+00:00

40 anni fa venivano ordinati i primi diaconi permanenti

L’Archivio Osvaldo Piacentini ha recuperato e pubblicato l’omelia integrale del Vescovo Baroni della messa Crismale del 1978

L’archivio Osvaldo Piacentini ha recuperato, nei materiali oggi custoditi presso l’archivio comunale in via Mazzacurati, l’omelia integrale dell’allora Vescovo Baroni in occasione dell’ordinazione diaconale.

Il testo è di estrema importanza, Gilberto Baroni stesso invitava ad una lettura meditata di tale omelia perché in essa vi era racchiusa la visione pastorale della Chiesa reggiana in cui si inseriva tale evento.

La visione di Chiesa che ne emerge è quella di una “Chiesa tutta ministeriale” dove il ruolo dei cristiani, in qualsiasi condizione essi siano, è promosso quale espressione generosa dei carismi dello Spirito Santo che sceglie chi vuole per annunciare il Vangelo.  Ove il ruolo del vescovo è quello di consacrare tali carismi in ascolto attento di ciò che lo Spirito dice oggi alle nostre Chiese, confortato dal consenso delle comunità cristiane, dei sacerdoti, religiosi, laici e popolo di Dio.

Il vescovo promuoveva, nella sua lettera pastorale, una visione di Chiesa territoriale, suddivisa in Comunità Ecclesiali di Base di quartiere di ambiente, che potessero raccogliere tutti i cristiani di quel quartiere, animate dai diaconi e costituite su basi territoriali e di prossimità e non per affinità spirituali, sociali o ideali.

Rispetto a questo Mons. Baroni pur riconoscendo il valore che i movimenti possono avere nella formazione di una mentalità cristiana adulta, proponeva qualcosa di molto diverso: vere e proprie comunità cristiane, che abbiano una dimensione tale, da permettere la conoscenza e la stima reciproca, un servizio concreto della carità verso i bisognosi e gli ammalati.  Comunità però non autocentrate ma che confluissero nella dimensione parrocchiale, sovra parrocchiale e diocesana in unità con il vescovo. 

Tali comunità di base, animate dai diaconi si sarebbero dovute occupare di tutte le funzioni di base della pastorale, dalla catechesi dei bambini alla formazione dei fidanzati, in una logica di vicinanza, prossimità e testimonianza prima ancora che della predicazione dando al diacono il compito di generare e valorizzare i diversi carismi ivi presenti senza accentrare le azioni su di sé.

In questo senso il vescovo esortava i diaconi a sentirsi espropriati della loro vita, non più padroni di loro stessi perché chiamati a servire nel territorio, nella prossimità, con una vita che potesse annunciare il vangelo anche senza le parole (come direbbe oggi papa Francesco).

Il vescovo invitava particolarmente i nuovi diaconi a “sentirsi a proprio agio con i poveri” e a “far sì che i poveri si sentissero a loro agio con loro” in un annuncio “di tutto il vangelo – senza riduzioni – a tutti gli uomini – senza esclusioni”.

Ancora nella sua pastorale il vescovo invitava i presbiteri all’accoglienza di questi nuovi ministri senza temere di “avere posizioni da difendere” in quanto con la moltiplicazione da lui auspicata dei ministeri ordinati e laicali nella comunità, il servizio del sacerdote quale ministro di Comunione e Unità diventava ancora più importante.

L’omelia, si può scaricare qui e  rappresenta uno spaccato di storia della chiesa che, con il ministero di Papa Francesco, si rende sempre più attuale.

Le foto:

Diac.Ordinaz. ’78: presa dal sito La Libertà mostra dall’alto un momento dell’ordinazione diaconale.

’79 Luciano Forte: Mostra il vescovo Baroni, l’anno seguente con Piacentini e don Alberto Altana, promotore del diaconato in Italia, durante l’ordinazione diaconale di Luciano Forte.

’78 Piacentini: Osvaldo Piacentini con la moglie Liliana e gli amici Giampaolo Cigarini, Lorenzo Tagliaferri e Oreste Ferrari con le loro consorti durante il rito di ordinazione.

40 anni fa venivano ordinati i primi diaconi permanenti2018-04-24T11:25:46+00:00

“Tra il Dire e il Fare”

Il numero 15 della rivista “Tra il Dire e il Fare” Notiziario dell’Archivio Osvaldo Piacentini inaugura una nuova serie della pubblicazione, ora registrato a tutti gli effetti come periodico, da sempre dedicata a raccontare con sguardo interdisciplinare, i problemi e le politiche del Territorio.

I temi centrali affrontati da questo numero della Rivista sono quelli delle Aree Vaste e delle Aree Interne affrontati con diverso impegno e approccio editoriale e assieme traguardati nella logica delle reti (reti urbane e federazione dei progetti) nella lettura che ne propone l’editoriale.

Sulle Aree Vaste la Rivista pubblica gli atti del seminario di Studi che l’Archivio Piacentini ha organizzato con l’Istituto Cervi nella primavera. Alle Relazioni (e alle repliche) di Andrea Morrone e Rossano Pazzagli e ai numerosi interventi trascritti e rivisti dagli autori, si aggiungono contributi ulteriori che propongono il tema nella versione di alcuni osservatori regionali (Piemonte, Marche, Emilia Romagna) e di specifici angoli visuali (le Aree Protette e la nuova frontiera delle aree MAB-Unesco).

Sulle Aree Interne la rivista propone la riflessione di dieci Sindaci capofila di altrettante aree pilota della Strategia Nazionale che la prefazione di Enrico Borghi interpreta nella prospettiva della Federazione dei Progetti. Mentre Erminio Quartiani (CAI) si misura con una riflessione sulle ragioni della “causa montana”.

La rubrica “topica” del Notiziario: “Dire, Fare, Amministrare” si focalizza in questo numero sui temi del contrasto al consumo di suolo e della rigenerazione urbana, sollevando questioni sulle quali meriterà sicuramente tornare. Nei “Lavori di Archivio” la recente celebrazione dell’intervento INA Casa di Albini – Manfredini alla Rosta, consente ad Antonio Canovi di ripercorrere il filo di precedenti riflessioni per tornare a chiedersi se e come “l’Emilia insegna” discutendo le sue politiche urbane nella stagione che ha anticipato e immediatamente seguito il primo centrosinistra.

Note di lettura delle recenti opere di Franco Arminio e Enrico Borghi unitamente alle notizie dell’Associazione: in primo piano il lancio del Premio Ugo Baldini, chiudono il volume.

 

Speriamo tu sia interessato a leggere e sfogliare questo nuovo numero. Se è così, potrai prendere contatto con l’Archivio Piacentini. Il numero 15 della rivista è in vendita a 10€, ma la copia è in omaggio per coloro che vorranno iscriversi all’Associazione, con una una quota minima di 20€. Si allega il modulo per l’adesione o il rinnovo di questa per il 2018.

“Tra il Dire e il Fare”2017-12-13T16:16:15+00:00

20 università a Reggio Emilia

Grande partecipazione per la prima edizione del premio Ugo Baldini promosso dall’associazione Archivio Osvaldo Piacentini

20 Università Italiane hanno aderito alla prima edizione del premio Ugo Baldini promosso dall’associazione Archivio Piacentini di Reggio Emilia: Dal Politecnico di Milano, allo IUAV di Venezia, da UNIMORE alla Sapienza di Roma fino alla Federico II di Napoli e all’Università di Reggio Calabria.

Le tesi di dottorato arrivate all’Archivio Piacentini alla scadenza del 15 novembre sono 41, di 17 ragazzi e 24 ragazze che le hanno recentemente discusse nei loro Atenei.

Le tesi affrontano tre temi di particolare rilevanza per l’Archivio analizzandoli da punti di vista diversi: quelli delle discipline urbanistiche, architettoniche e del design, ma anche quelli o di approccio economico, sociale, giuridico, geografico, agronomico o ambientale, in tutti i casi cercando di mostrare uno sguardo “che va oltre” le discipline per incontrare la realtà.

Sette tesi riguardano “Il territorio delle emergenze” con studi che affrontano buone prassi di prevenzione, gestione e cambio di paradigma sulle emergenze.

11 tesi di dottorato hanno sviluppato il “Territorio delle strategie” attraverso lavori che mettono il focus su azioni di pianificazione strategica realizzate in una dimensione di corresponsabilità: tra le istituzioni e tra istituzioni e cittadinanza attiva.

Il tema più rappresentato riguarda il “Il territorio della vita quotidiana”, 16 tesi di dottorato si occupano di teorie e pratiche di pianificazione per sostenere e facilitare la responsabilità dei cittadini nella cura del proprio territorio e nella costruzione di comunità.

Da oggi al 15 dicembre il Consiglio Direttivo dell’Associazione è impegnato a selezionare i lavori; da consegnare poi a inizio gennaio ad una giuria composta da Silvia Viviani, Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica; dal prof. Giuseppe Dematteis, professore emerito di geografia e dal prof. Giovanni Moro, sociologo politico e delle organizzazioni. Saranno loro a decretare i vincitori che potranno così pubblicare la loro tesi presso un’autorevole casa editrice.

Con il Premio Ugo Baldini l’Archivio intende valorizzare i giovani e la loro capacità di integrare le competenze accademiche in un approccio multidisciplinare caratteristica essenziale del lavoro di Piacentini e del suo staff.

Una iniziativa che ben si colloca nel solco della missione e dei compiti dell’Archivio Piacentini che, fin dall’inizio della sua attività 25 anni or sono, ha dato vita a incontri, giornate di studio, seminari sostenendo in permanenza il confronto di idee e di esperienze con il suo Notiziario “Tra il dire e il fare” giunto ormai al suo 15° numero.

20 università a Reggio Emilia2017-12-11T08:51:52+00:00